Cosa sono?

Nei FV andiamo a fermentare abitualmente vegetali, frutti, corteccie, foglie, radici, fiori.
Grazie alla fermentazione diamo vita alla vita e  rendiamo immortale erbe e frutti amplificandone il potere vibrazionale naturalmente contenuto in essi.
L’ azione del FV si trasferisce dal vaso al nostro corpo ancora prima di essere assaggiato, solo in conseguenza delle emozioni che scaturiscono in noi al momento della preparazione:  tutto cio’ avviene in maniera assolutamente naturale e  semplice.

Tutti gli organismi emanano energia e il FV contribuisce, con le sue vibrazioni in risonanza, a purificare l’ ambiente dentro e fuori da noi. Con i fermenti di vita riscopriamo il nostro legame più profondo ed essenziale con la natura: il nostro ME.

I FV sono una fermentazione di tipo selvaggia,  cioè senza selezione di microrganismi come avviene per esempio negli EM (Microrganismi Effettivi). Proprio per questo un FV non sarà mai lo stesso lungo il suo percorso e cio’ che troviamo oggi in esso contenuto per composizione microbica, non e’ cio’ che troveremo domani, da qui la difficolta’ evidente di elencare   specie e  famiglie di microrganismi presenti.

Certo è che non contengono patogeni non benefici per il nostro organismo, come certificano le analisi che sono state fatte in primis da Pa Cheng .

Caratteristica da ricordare, per capirne la vita e lo sviluppo, è che il Fv ha una fase aerobica e una anaerobica, ovvero tutti i microrganismi benefici, presenti al momento della preparazione nella soluzione, nell’aria e sui frutti, partecipano alla fermentazione e cercano di stabilire un loro equilibrio interno (da qui il termine di”coltura simbiotica”).

Attraverso un rapporto preciso tra acqua, dolcificante e una quantità di vegetale che misuriamo ad occhio con il metodo semplificato, creiamo all’interno del nostro vaso un’ambiente favorevole al proliferare di colonie benefiche a scapito di patogeni e muffe.

Analisi  microbiologiche  dei fermenti di vita

Per quanto riguarda  la varietà  microbica nei ferVida , spesso si leggono nei gruppi Facebook richieste di analisi di laboratorio e liste precise che descrivano minuziosamente e in maniera esauriente  la composizione di ciascun fermentato.

Come la biologa Carmen Ruello ha spesso sostenuto e motivato, ciascun fermentato selvatico contiene un substrato di microrganismi variabile a seconda delle coordinate geografiche, le condizioni climatiche, la natura dell’acqua, le piante scelte, la popolazione microbica di partenza..

Alla domanda quale substrato di microrganismi sia presente in un fv si può rispondere solo in maniera approssimativa, in quanto solo una standardizzazione del processo in laboratorio potrebbe dare risultati precisi.

Questo non è possibile, se si considera altresì la difficoltà di ottenere colture di batteri acetici, componente principale in un fv maturo, in terreni colturali di laboratorio.

Grazie al lavoro di Carmen, mi è possibile riportare una tabella approssimativa per soddisfare la curiosità di molti, di voi soprattutto medici e specialisti di settore.

Questo elenco non ha alcun legame con l’età del fermentato e i prelievi sono stati fatti in periodi diversi per trovare il maggior numero di specie.

Ovviamente alcune che prima c’erano poi non si trovano più, a seguito della maturazione del fv.
I saccaromiceti , per esempio, muoiono dopo circa sei mesi.

Ecco un elenco da non considerarsi completo e valido per tutti i fermenti di Vita.

Gluconacetobacter sp.
Lactobacilli
Candida stellata
Schizosaccharomyces pombe
Torulaspora delbrueckii
Zygosaccharomyces bailii
Brettanomyces
Zygosaccharomyces
Saccharomyces
Saccharomycodes ludwigii (in casi isolati)
Candida kefyr (in casi isolati)
Candida krusei o Issatchenkia orientalis/occidentalis (soprattutto nelle Madri FV)
Acetobacter species (Acetobacter xylinum, Acetobacter lambici, Gluconobacter cerevisiae e altre specie di gluconobatteri)
Debaryomyces hansenii
S. cerevisiae
S. pastorianus
Naumovia castellii
Kazachstania servazzii
Db. hansenii
D. bruxellensis
Db. hansenii,
Priceomyces carsonii
Wickerhamomyces anomalus
Candida patagonica
Yarrowia lipolytica

I seguenti batteri sono da considerarsi pionieri che vengono  soppiantati nel corso della fermentazione (dopo pochi mesi non ci sono  più):

Enterobacteriaceae (anche Citrobacter gillenii and Raoultella terrigena)
E. hormaechei
Klebsiella oxytoca
Escherichia/Shigella and E. kobei
Hafnia paralvei
Klebsiella oxytoca
H. paralvei
Pediococcus damnosus

Maturazione di un  FerVida

I microrganismi in un FV nell’arco di un anno copiano nel liquido il corredo genetico del vegetale che abbiamo messo a fermentare, trasmettendone proprietà e amplificandone il potenziale vibrazionale.

Per quest’aspetto si consiglia sempre di attendere un anno prima di decidere di filtrarlo, in modo tale da sfruttare al massimo le proprietà fitoterapiche di ciò che è messo a fermentare.

Nulla vieta di cominciare ad assumerlo già dopo i 6 mesi, se presenta determinate carateteristiche che ne garantiscono la qualità.

Altro aspetto importantissimo è l’invecchiamento, che è ciò che rende un fv potente microbiologicamente parlando.
Più un fermento viene lasciato a fermentare e più i microrganismi in esso contenuti diventano forti per selezione naturale.

Fermenti di vita alleati per la nostra salute interna.

Come già detto, all’interno della soluzione con il tempo, si assiste a un’evoluzione della specie in seguito all’opera dei batteri più forti che si nutrono dei batteri più deboli della coltura.

Questi microrganismi entreranno nel nostro organismo e lavoreranno in maniera simbiotica con la flora batterica presente nel nostro intestino, andando a nutrirla e a rafforzarla.

Un FV, oltre che un probiotico molto efficace (probiotico in quanto i microrganismi sono in grado di superare l’acidità gastrica e di arrivare nel nostro intestino), è alimento ricco di elementi nutritivi quindi molto utile anche per chi segue diete estreme, digiuni detox o è semplicemente vegetariano o vegano.

Nello specifico, la fermentazione produce acidi benefici quali l’acido ellagico, l’acido malico, l’acido gallico, l’acido ialuronico, l’acido acetico e l’acido lattico.

Si trovano molte sostanze antiossidanti che contrastano lo sviluppo di radicali liberi, vitamine (tra le quali l’acido folico), minerali, enzimi, amminoacidi essenziali e omega 3,6,9.

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